IL MONDO CAPOVOLTO 2

Aprile 4, 2008

…FARA’ IL CESAREO?? COSA DIRA’ IL BAMINO QUANDO VEDRA’ LE FOTO DELLA SUA NASCITA CON SUL LETTO IL PAPA’ CHE LO ALLATTA E LA MAMMA CHE GLI TIENE LA MANO??
INIZIO A CAMMINARE A MEZZO METRO DA TERRA E IL LATTE VOLA VIA DALLA TAZZA..A QUESTO PUNTO CHI MI DICE CHE LA LEGGE DI GRAVITAZIONE UNIVERSALE SIA UNA CERTEZZA??? SIAMO PROPRIO SICURI CHE UN GIORNO NON INIZIEREMO A CAGARE DALLA BOCCA E A PARLARE COL CULO? SE A BEAUTIFUL UNA DONNA PUO’ SPOSARE SUO NONNO, POTRA’ SUCCEDERE..MA DA BEAUTIFUL CERTE COSE ME LE ASPETTO, NON DA UNOMATTINA.
MENTRE CHIEDO A MIO MARITO DI ALLATTARE IL BIMBO ALPOSTO MIO (SONO FAVOREVOLE AL’NNOVAZIONE QUANDO PORTA DEI BENEFICI ALLA “COMUNITA’”), A UNOMATTINA SI CAMBIA PAGINA.

BENE..PREGUSTO L’OMINO DEL METEO…E INVECE…TATAAAAAN!!! COME SE NON BASTASSERO TG MORBOSI, MATRIX, CSI, AUTOPSIE DESCRITTE CON MINUZIA DURANTE IL RELAX SERALE TELEVISIVO,
ANCHE UNOMATTINA SEGUE IL TREND: DESCRIZIONE DELLA STRAGE DI BEL AIR, CON TANTO DI DISEGNI RICOSTRUTTIVI.

MI DICO:BUONGIORNO?? BUTTO I CEREALI, VADO ALLA GS E COMPRO I BISCOTTI DAI NOMI ROMANTICI, RIPIENI DI FRUTTI DI BOSCO. APRO LA CONFEZIONE, DIVIDO IN DUE IL BISCOTTO, ESCE UN RIPIENO ROSSO SANGUE..ODDIO…L’HO UCCISO.

TORNO A LETTO. SVEGLIATEMI QUANDO IL POLO SUD SARA’ TORNATO AL SUO POSTO.

IL MONDO CAPOVOLTO

Aprile 4, 2008

MA COS’E’ DIVENTATO IL MONDO? CIOE’,UNO FATICA PER TROVARE UN EQUILIBRIO, COSTRUISCE LE SUE CERTEZZE, SI FA IL SUO MONDO PERSONALE PIU’ O MENO COERENTE DOVE SA CHE CERTE COSE SONO IMPOSSIBILI E UTOPICHE,POI UN GIORNO IL CASTELLO DI CARTE CROLLA, PERDI TUTTE LE CERTEZZE, CIO’ CHE ERA IMPOSSIBILE DIVENTA POSSIBILE E IO MI DOMANDO E DICO…RADDRIZZATEMI, CHE VEDO TUTTO STORTO.

CIOE’,LA COLAZIONE E’ IL PASTO PIU’ IMPORTANTE IN CASA MIA, FIN DAL TEMPO DELLA MIA GIUOVINEZZA..ORE 7 E 50 MI SVEGLIO, SCENDO IN CUCINA TRABALLANTE SULLE NOTE DI “UNOMATTINAAAAAAAAAAAAAAA, TATTARATTATTA’”, E MENTRE ZUPPO NEL CAFFELLATTONE I SETTEMBRINI, GLI ABBRACCI, I CUORDIMELA, LE TENEREZZE, E ALTRI ALIMENTI DAI NOMI PIU’ O MENO ROMANTICI, ISPIRATORI E COSPIRATORI DELLE MIE COSCIOTTE A CACIOTTINA, ECCO LA RASSICURANTE COTONATURA DI LIVIA AZZARITI E IL TIMBRO SOPORIFERO DI PUCCIO CORONA…LA NONNA CHE DA CONSIGLI DI CUCINA, L’OMINO DEL METEO CHE SPIEGA COME MAI PIOVE, LE BALLERINE COL TUTU’ CHE BALLANO LE CANZONI DELLO ZECCHINO…E VADO A SCUOLA SICURA, IL MONDO E’ ANCORA AL SUO POSTO, “CURVA COME se FOSSE SULLE ROTAIE” come diceva giulia roberts versione puttanun.

INVECE STAMANI MI ALZO..APPARTE CHE IL CAFFELLATTONE E ‘ DIVENTATO CAFFELLATTINO,I BISCOTTI SO DIVENTATI CEREALI CON LA FRUTTA LIOFILIZZATA,E GIA’ LI MI GIRANO I FUSILLI. POI ACCENDO…”UNOMATTINAAAAAAAAAAAAA TATTARATTAATA”,LIVIA AZZARITI HA LASCIATO UNOMATTINA MA HA PRESTATO LA PARRUCCA ALLA NUOVA CONDUTTRICE (CHE PERO’ HA AVUTO L’IDEA DI STIRARE LA COTONATURA), POI C’E’ LUCA GIURATO E ANCHE LI’ MI S’ARRICCIOLANO LE UNGHIE DEI PIEDI. MA NON E’ QUESTO IL PROBLEMA.
SI COMINCIA CON QUESTA NOTIZIA: UN TRANS INCINTO. MA NON ERA IMPOSSIBILE?? SI, SE E’ UN UOMO DIVENTATO DONNA,NON HA L’APPARATO. MA IN QUESTO CASO E’ UN EX DONNA CHE DOPO ESSERE STATA LESBICA E’ DIVENTATA UOMO CONSERVANDO PERO’ L’APPARATO. MI ACCERTO DI ESSERE SEDUTA SULLE CHIAPPE E NON SULLA TESTA, E CERCO DI FARE LA MODERNA, MA IL MIO PICCOLO MONDO ANTICO SI INIZIA A CAPOVOLGERE. FA UN BALZO ALL’INGIU’ QUANDO FANNO VEDERE L’UOMO INCINTO CHE FA L’ECOGRAFIA. MA DA DOVE USCIRA’ IL BAMBINO??

Basta con questa vita scandita dai caffè-televisione-cibi-grassi-pc-sedentarietà.Da oggi diventiamo zen. Pensò la mamma avvampata dal primo caldo primaverile. Così fu tutto automatico: vestire il pupo, metterlo nel passeggino, gravitare in zona parco con questi accessori: tappeto da erba, pallone, bolle di sapone, giochi in armonia con la natura. Andiamo sul prato, stendo la coperta e vi adagio mio figlio, che inizia a strappare violentemente l’erba del prato..allora  inizio a tirare fuori le varie meraviglie della scienza ludica:mi metto a fare bolle di sapone grosse grosse, piccine piccine..le guarda con occhio bieco, con l’aria di chi pensa “che diavolo fai,scema?” e torna a strappare l’erba..tiro fuori il pallone, glielo tiro, lui lo guarda 2 secondi e poi torna a strappare l’erba.  Tempo un secondo, vado al passeggino a prendere il biberon d’acqua, e quando torno trovo il mio piccolo Edward maniditagliaerba che mastica…cosa mangi, amore????Scatta il dito uncinato in bocca…estraggo dalla boccuccia un palloccolo di terra…hiblè….tempo un secondo si era messo a brucare erba e terra. Ecco qua..il bimbo di Macondo. Hai presente “Cent’anni di solitudine?” Io vagamente, perchè in quel libro si chiamavano tutti uguali e non c’ho capito nulla, ma mi ricordo la bambina che mangiava la terra. Mi era sembrata una cosa assai assurda, chi e’ che mangia la terra?? Scusa Marquez, sono una pirla.

MESSENGER NON PORTA PENA

Aprile 3, 2008

Ho semirisolto il dramma della virgola, ora per fare lo spazio fra le parole do una decisa martellata sul tasto-spazio.Mi sono procurata una piccozza di ferro molto utile a questo scopo, ma è molto faticoso.Le virgole erano proprio out,me l’ha fatto notare uns mia amica con cui mi sono scritta su messenger…ha detto che sembrava di leggere il messaggio di un maniaco ansimante…così uso lo spazio,anche se con grandissima fatica. Che bella invenzione messenger…l’unica cosa inquietante è che mentre sei davanti al pc e aspetti la risposta al tuo messaggio, Messenger ti avverte: “Filippa sta scrivendo la risposta al tuo messagio“…minchia…..inquietante….quindi se io mi scaccolo Messenger avverte Filippa che “Serena si sta scaccolando“? E’ lesivo della mia privacy.

Vabè, per stasera basta, ho i ditoni come Fantozzi a forza di battere sul tasto-spazio con la piccozza…ora mi vado a montare i nuovi video. Come ogni sera mio marito vedendomi entrare in bagno mi ha chiesto: “Mi posso lavare un attimo i denti?” E io:”Posso andare prima io?? Tanto faccio presto”. Peccato che quando l’ho detto avevo in mano “I pilastri della terra” di Ken Follett, romanzo di 1978 pagine. Sono uscita dal bagno dopo 2 ore, che i pilastri della terra erano già diventati reperti archeologici e Alberto Angela c’haveva fatto su una puntata di Superquark.

CHE,BARBA,STA,STORIA,DEI,MIEI,SPAZI…IO,HO,BISOGNO,DEI,MIEI,SPAZI
PERCHE’,QUANDO,SCRIVO,SCRIVO,A,MANETTA,E,OGNI,VOLTA,MI,DEVO,FRENARE,PER,ANDARE
A,CERCARE,LA,VIRGOLA.
CHRISTIAN,SI,E’,AGGRAPPATO,ALLA,BARRA
DELLO,SPAZIO,E,L’HA,STRAPPATA,COSI’,IERI,MIO,MARITO,HA
TRAFFICATO,MEZZ’ORA,PER,RIATTACCARLA
E
ALLA
FINE
SE
N’E’
USCITO
CON
wowwwwwwwwwwwww!!!!!L’HO,ACCOMODATA!!!!!!!!!!!
Infatti,mentre,ieri,almeno,funzionava,se,spinta,con,forza,oggi,non
da,piu’,segni,di,vita,e,io
ho,ste,due,alternative:
-usare,la.punteggiatura.al.posto,dello,spazio
-scrivere,una,parola,per,riga.Nel,primo,caso,sembrerei,una,feticista,del,punto,e,virgola,una,sorta,di,
balbuziente,del,web,nell’altro,caso,sembrerei,la,versione,burina,di,mallarmè.
Quale,preferite?Potrei,scrivere,anche,tutto,attaccato,senza,separazione,fra,le,parole
ma,sembrerei,la,parodia,di,Joyce…un’esempio:”salveragazzecomeva?
Iobenehocompratounkilodimelealmercato,oramelemangiotutteepoi
mifacciovenireunattaccodicolitespasticaevadoafarlasuigeranidella
signoradelpianodisottochemistaparecchiomaparecchiosullepalle.”
Che,ne,pensate?Io,voglio,un,nuovo,pc,questo,va,bene,per,quell’ingegnere
di,mio,marito,che,scrive,solo”1+1″,o,lo,usa,per,giocare,a,risiko,e
dama,sul,web.

sALVE,AMICHE,INTANTO,NON,E’,CHE,SONO,DIVENTATA,UNA,MANIACA,
DELLE,VIRGOLE,E’,CHE,MIO,FIGLIO,HA,STACCATO,LA,BARRA,
SPAZIATRICE,E,ORA,NON,HO,PIU’,I,MIEI,SPAZI.MENTRE,
ASPETTO
,CHE,UN,TECNICO,MI,RIDIA,I,MIEI,SPAZI,USO,LA,VIRGOLA,PER, ANNUNCIARVI,UN,PICCOLO,PASSO,PER,L’UOMO,MA,UN,GRANDE,PASSO,PER,L’UMANITA’..
I,MIEI,VIDEO,RIUNITI,NELLA,COMMUNITY,DI,MAMMENELLARETE,INSIEME,A,QUELLI
DI,TANTE,MAMME,CON,QUALCOSA,DA,COMUNICARE,AL,MONDO.

Durante le due settimane, comunque, ho avuto il tempo di andare a Roma a trovare Betta di mammenellarete, lo ricordate, la mia supereditor, e così ho mollato per qualche ora il pupo, ormai guarito, ai nonni, per fare il viaggio della speranza e conoscere coloro che permettendomi di dare sfogo alla mia creatività, faranno si che io mi renda ridicola agli occhi dell’italia dotata di un pc e di un satellite. Poteva essere facile arrivare a Roma…e infatti lo è stato. Aspettato treno, montata su treno, seduta su treno, iniziano le telefonate a pezzi e bocconi dentro e fuori le gallerie sul tema “dove sei, come va il viaggio” di Betta, che conoscendomi era preoccupata che avessi imbroccato il treno giusto e non stessi viaggiando inconsapevole per Lugano. Ma ce l’ho fatta. Il problema è stato dopo. Fermata: SAN PIETRO. Obiettivo: BETTA. Percorso: PRENDERE LA METRO FINO A SAN GIOVANNI E POI L’AUTOBUS 360 FINO A VIA LATINA. Per me? UNO SCHERZO. Infatti scendo alla stazione Roma San Pietro. Ma ‘ndo cazzo è la Metropolitana? Penso di andarlo a chiedere a Ratzinger, mi incammino e mi ritrovo a San Pietro, e ben presto vengo risucchiata da un’orda di ferventi pellegrini, che guardano estasiati Ratzinger che parla al maxischermo, non c’è audio, sarà un raduno di sordi che gli leggono le labbra, giunti forse da Santiago DeCompostela, un orda con cappellino con visiera arancione che mi ingloba..in un attimo mi ritrovo a cantare “ALLELUIA…ALLELUIA..” Poi mi schiaffeggio e ricordo, nel fervore mistico, che ero venuta a Roma per uno scopo più terreno. Saluto i miei nuovi amici e chiedo a un vigile dov’è la metro: la, dietro quell’arco. Ma dietro l’arco non c’è. Ci sono i cessi pubblici. Utili, ma non al mio scopo. Percorro un interminabile via a piedi, dopo 20 mnuti perdo la speranza e torno indietro…tornata all’arco chiedo: “Dov’è la metro?” ” Vede quegli alberi laggiù? Li!”. Inforco un binocolo di precisione e distinguo degli arbusti ad una distanza di circa dieci km. Li percorro (era la strada che avevo già fatto, ma sono tornata indietro a 5 passi dall’obiettivo che avevo quasi raggiunto). Ok, sono in metro. Arrivo a San Giovanni. Dice Betta: “Prendi il bus 360, accanto alla COIN”. Facile, penso. Ma siamo a Roma, dove un incrocio è fatto non da due strade, ma da tre o quattro, con isole pedonali, stradette secondarie, enormi palazzi barocchi e soprattutto, trecento fermate di autobus davanti a ognuno di questi. Giro come una trottola e alla fine lo trovo. Ovvio, l’autobus è l’unico che non passa: passano carrozze con cavalli, il circo medrano col suo carrozzone, una limo verde smeraldo, ma non il mio autobus…nel frattempo faccio amicizia con una che mi racconta la sua vita, poi l’autobus arriva. Dove devo scendere? Dopo 10 minuti vedo Betta che mi aspetta alla fermata, prendo a testate la porta dell’autobus perchènon avevo suonato e scendo, dopo aver mollato un pugno alla tizia che voleva continuare a chiacchierare. SONO SALVA. E che dire del ritorno??? Per riuscire a prendere il treno delle 16:30 decido di partire da Roma Termini. Arrivata con la metro, mi ritrovo dentro quella che più che una stazione, sembra il casinò di Las Vegas: c’è di tutto. E su più piani. Inizio a correre perchè capisco che per me sarà un’ottima occasione per perdermi…percorro kilometri..attraverso negozi, librerie, un kebab, investo carrelli della spesa, compro un gatorade, mi smerrisco mentalmente per trovare il binario…perchè ovviamente il mio treno poteva partire dal binario 1? No, dal 29. Corro, corro, invece che al binario mi ritrovo in un negozio di valigie. Decido di chiedergli un lavoro, per mantenermi durante il periodo in cui cercherò il binario per tornare a casa. Ragazze, vedo le indicazioni per il binario 29. Corro, ma la freccia che lo indica continua a indicarlo per circa mezz’ora. Avrò camminato 40 minuti, senza esagerare, per arrivarci. Ma è troppo tardi. Il prossimo treno? Dopo un’ora e mezza. Mi chiedo..attendo in stazione? No, vado a fare un giro a Roma…poi ripenso alla stazione. Attendo qui. Ho paura là fuori, la città è troppo grande per un topolino di campagna. Penso a Tom Hanks nel film “The Terminal”. Mi identifico. Credo che se il mio treno non arrivasse mai, potrei tranquillamente vivere alla stazione..torno al negozio di valigie..sono assunta. Tenendo conto che davanti c’è “Poltronesofà”, ho un letto dove dormire. Il tempo di andare in bagno..ecco il treno. Bè, magari la prossima volta..

BUONGIORNO….eh si, era un bel pò di tempo. Sono di ritorno da due settimane trascorse dai nonni in Toscana e il bilancio della vacanza, che doveva essere riposante, è stato più o meno questo: siamo incappati nelle uniche due settimane di tempo di melma, fango, grandine dell’anno-chiusi in casa- e Christian ha avuto la sua terza influenza. Alla quarta le farmacie ci daranno un premio fedeltà, chissà, però vorrei non saperlo.  Questa volta la temperatura ha raggiunto i 40 e mezzo (quella del bimbo, fuori si è mantenuta sempre sotto lo zero) e oltre ad una nottata al pronto soccorso pediatrico ci è valsa quattro notti insonni da aggiungere al montepremi. Ma ne è uscito bene, e se è vero, come dice il nonno saggio, che l’influenza fa crescere i bimbi, mi ritroverò con un marcantonio di 2 metri e 80 prima che compia il secondo anno d’età. Ma veniamo al dunque. I nonnini disperati, in cerca dell’ultimo ritrovato in fatto di medicinali, ma sempre con un occhio alla conveniena, specialmente mio papà. Mio papà è un signore molto in gamba, in pensione, innamorato del nipotino, primo maschio nato in famiglia dalla nascita di mio fratello, circa 40 anni fa, quindi potete pure immaginà…uhhh…mio papà è una persona molto parca, molto risparmiosa, molto schematica. E’ uno che chiude la confezione salvafreschezza con meticolosa precisione, alla mattina mangia sempre 5 fette biscottate, non una di più, non una di meno, non importa se abbia più o meno fame, se gli regali una nuova maglietta la ripiega con cura e la mette nel suo incartino dentro il cassetto , da cui non uscirà finchè la maglia usata abitualmente non sarà lisa e trasparente..ha un cassetto pieno di pacchettini con dentro cinture, maglie, cappellini…ha un paio di zoccoli di legno da casa che quando si sono rotti ha riparato con chiodi, martello e pezzi di manico di una borsa di pelle di mia mamma. Famoso per i suoi brevetti: venerdi scorso è venuto da me a chiedermi: “vanno bene per affettare le cipolle?” Si riferiva a un paio di occhiali da piscina rossi che aveva indossato per non farsi lacrimare gli occhi, con sopra gli occhiali da vista. Un uomo, un mito, un lottatore nel nostro universo di consumismo, un estremista del vivere con poco, e anche un inventore. Fino a che non c’è il problema delle supposte. La febbre del piccolo non è passata con le goccette, non è passata con lo sciroppetto, al pronto soccorso hanno dato l’ardua sentenza: SUPPOSTE. Così il piccino avrebbe fatto la prima esperienza di questo farmaco, palestra eterna del prenderlo nel c… fin da piccini. Ecco il problema: doveva assumere 150 cc di farmaco. Una supposta era 125 cc. Responso del medico: dategliene una e un pezzettino. PANICO. E con l’altro pezzetto spuntato che dobbiamo farne? Chiede il nonno dalle braccine corte. “BUTTATELE”. TUONO E FULMINE, NON SIA MAI, SPRECO. Allora che fare? Ecco il nuovo brevetto: una mattina il nonno è sceso trionfante, con in mano i residui spuntati delle supposte avanzate…e in mano un appuntalapis….”ecco l’appuntasupposte!!!”. Io ora mi vorrei appellare a qualche azienda, qualche studio di inventori, per favore, riflettete su quest’uomo, dategli una possibilità…voi ci avete mai pensato? L’appuntasupposte, gli occhialini anticipolla…ragazzi, se non avete idee, se credete che al mondo sia già stato inventato tutto…non avete ancora conosciuto..il nonno di Agesilao. SUPERFANTANONNO.

FANTASIA IN CUCINA….ZERO.

Febbraio 21, 2008

Come ogni giorno ci sono delle cose fisse che devo fare per poter dire che sono una donna e una mamma di tutto rispetto: fra queste cose spiccano nella loro ripetitività: fare le lavatrice stendere la lavatrice, dichiarare guerra al calcare e alle macchie persistenti, raccogliere i giocattoli da terra per evitare di finirci io, per terra. Ma il più tragico è: CUCINARE. Io non so cucinare, a me non piace cucinare…fin’ora mi era andata bene, dato che ho un marito appassionato di junk food e che odia la verdura come io odio pulirla e cucinarla. Ma ora c’è un innocente, che merita di crescere nel modo corretto, come i bimbi delle pubblicità. E io non mi fido delle brode già pronte. Vedi la pubblicità di questi bimbi biondi che a 2 anni fanno la mille miglia a corsa, si arrampicano per raccogliere le mele, vincono concorsi di bellezza per culetti d’oro…e ti dici: “ma cosa ca__o ci mettono in quei biscotti, in quelle pappe? La nitroglicerina? Gli ormoni?” Compro i biscotti e verifico…ecco gli ingredienti:
“Farina di frumento (e va bè), Zucchero (e va bè), Latte scremato in polvere (e va bè), OLIO VEGETALE (di cosa? Di oliva, di erbe di campo, di rapezzucche, di semi di canapa indiana? E non va tanto bene),fibra alimentare-INULINA (e qui ci dobbiamo fidare sulla parola), AGENTI LIEVITANTI: CARBONATO ACIDO DI AMMONIO (:-0) CARBONATO ACIDO DI SODIO (:-0) TARTRATO MONOPOTASSICO (:-0 !!!)……e infine…AROMI (quali? Ma de che? Cosa sono?). E nelle pappe? C’è il dado…e vai di GLUTAMMATO MONOSODICO…E poi il mi marito si preoccupa quando di ritorno dal parco si mette le mani in bocca….la terra almeno è naturale.
Sarà che sono ignorante, ma queste parole mi fanno paura. Mi metterò d’impegno, cuciniamole queste verdure, facciamo questi brodini a mano, poi magari li congelo e me li metto da parte per un bel pò…ma continuo a sognare quei bei tempi andati di ozio lontano dalle pignatte, perchè oltre a odiare la cucina, non manco mai di bruciare pentole, fare buchi sul ripiano della cucina, spezzare forchettoni, rovesciare olio e sale a terra per condire un pavimento così insipido…forse mio figlio mangia meglio, ma rischia ogni giorno di saltare in aria.

Il mio muppet show!

Febbraio 20, 2008