IL NONNO FANCAZZISTA

Febbraio 14, 2008

Ieri ho preso il coraggio a 22 000 mani e sono tornata al parco. Siamo stati molto bene, perchè c’era poca gente e molte donne al di sotto dei 14 mesi, il che ha scatenato la gioia di Christian, che della vita ha visto poco ma ha già capito tutto. Ha conosciuto una certa Cecilia, biondona dagli occhi azzurri, unico neo: un cappello rosa con le orecchie da orso, ma gli occhi bastavano a compensare. Mentre con i maschietti non vuole nè parlare nè giocare, con le femminucce diventa un galantomo: da la manina, fa le carezzine, da i bacini e sorride mostrando fiero i 4 incisivi.. Oltre a Cecilia, che per ora non voglio chiamare nuora per scaramanzia, ma soprattutto per via delle orecchie da orso, c’erano due sorelline di 5 e 3 anni. Mi attaccano subito bottone, scopro come si chiamano, quanti anni anno..parlano come i Fichi d’India quando imitano i bambini rompipalle..nel frattempo loro si attorcigliano sulle altalene, la piccola cade, la grande rimane incastrata con le gambe…ma nessuno sembra interessarsene…chiedo alle bimbette :”ma siete sole? Non c’è la vostra mamma?” E la più grande mi indica un vecchietto appollaiato sulla panchina più lontana, le cuffiette che pendono dalle orecchie gli occhi piantati sulla Gazzetta e i capelli assolutamente troppo tinti, simili al colore del cane appollaiato accanto a lui. Mentre la piccolina tenta di rialzarsi dopo l’ennesima caduta la grande chiama il nonno, che non risponde, reso sordo dalle cuffiette (cosa ascolterà? Laura Pausini? Nilla PIzzi? I sex Pistols? Modugno? Boh).Insomma, metto Chris nel passeggino e vado ad aiutare la bimbetta. Rimessasi in piedi corre verso un gioco a molla, e ovviamente ci si incastra dentro. Io, che sono di buon cuore ma me ne basta e avanza già uno mio, non la cago per un pò, metto Christian sul dondolo e via. Dopo 20 minuti non posso non notare che la bambina è ancora incagliata nel gioco a molla. E’ muta. Li ferma, infilata con culo su questa macchinina a molla, ma le gambe fuori. Dopo 20 minuti immagino che non lo faccia per divertimento, guardo verso il nonno, immobile con le cuffiette, accarezza la gazzetta e legge il cane..la sorella più grande va a soccorrere la piccola, ma essendo un mucchietto d’ossa non ce la fa. Davanti a questa scena straziante metto Christian per terra e vado a recuperare la stupidella, la tiro fuori da quella che lei ricorderà come la sua prigione, e a quel punto, solo a quel punto, vedo il nonno che si alza e da tre chilometri urla : ANDIAMO, SI VA A PRENDERE IL GELATO!!!! Le bambine salutano e vanno via. Dopo dieci minuti passo dalla piazza e vedo il nonno che mangia il gelato, e le due bimbe che lo guardano.
MORALE DELLA FAVOLA: io mi lamento che non ho i nonni vicini, perchè ho quest’immagine dei nonni buoni e disponibili, cari dolci vecchietti che ti portano a spasso e ti comprano il gelato. Oggi ho avuto la prova che esiste anche la specie del nonno FANCAZZISTA : Non mi farò più condizionare dai luoghi comuni. Il mondo sta cambiando, me ne devo fare
una ragione

4 Risposte a “IL NONNO FANCAZZISTA”

  1. betta detto

    buona la prima! il nonno fancazzista è splendida come categoria!

    sere vai a fare il presidio a milano contro la revisione della 194…
    leggi quali sono i presidi su blog.mammenellarete.

    anche se te stando lontana da milano e senza auto è complicato. ma so che sei con noi.
    bt

  2. anacleto detto

    guarda il video vecchia fattoria di barbaland.wordpress.com è geniale quanto il tuo dei pupazzetti incazzosi…

    ana

  3. anacleto detto

    guarda il video vecchia fattoria di barbaland.wordpress.com è geniale quanto il tuo dei pupazzetti incazzosi…

    ana

  4. barbaraland detto

    Ciao Serena!intanto ringrazio anacleto per avermi consigliato di venirti a trovare e per averti indicato il mio video.
    Per quanto riguarda il “nonno FANCAZZISTA” :non ci posso credere!!! Mia figlia per fortuna ha i nonni vicini che non sono di certo come quello che tu descrivi!! Sono d’accordo con te “Il mondo sta cambiando, me ne devo fare una ragione”. Ciao Barbara

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