LA GANG DELLE MAMME DEL PARCO.
Febbraio 6, 2008
cOM’è ANDATO IERI IL COMPLEMESE? Mah, guarda, tutto sommato bene, non ci lamentiamo…alle due siamo usciti, ci siamo fatti un giro al parco e alla fine siamo finiti al parco delle mamme da competizione. Essiggià, ogni parco ha la sua gang di mamme, così come ogni parco ha la sua gang di spacciatori. Le varie gang sono in guerra fra loro, cosicchè anche andare al parco è diventata ‘na roba perversa e pericolosa. Ecco perchè poi ci sono le baby-gang di bulli, sono i figli delle mamme-gang del parco e ne continuano la tradizione.
Insomma, entriamo nel cancelletto dell’arena delle belve e incontro una tipa che per tutta la durata del corso pre-parto mi ha scroccato passaggi perchè non voleva prendere l’autobus…la saluto, i bambini si guardano..scendono dal passeggino e il suo, due mesi più piccolo, si avvicina al mio e gli sferra una manata sul costumino da tigrotto. Il mio la prende sportivamente e si mette a piangere…la ragazza, che è straniera, si gira verso la sua amica e le dice qualcosa nella sua lingua sghignazzando. MALEDUCATA. Porta il suo figliolo sull’altalena e grida a Christian, “Christian, guarda Alessio come ride, lui ride sempre” FUCK YOU. Anche il mio ride, se non gli vai a rompere i coglioni. E lei ” Ma come, il tuo è più grande del mio e ha meno denti?” Lucido il coltello e lei tira fuori una bomba a mano e toglie la linguetta.. e mi fa “Ma com’è che il tuo è più grande e il mio cammina meglio?” Prendo la pistola ad acqua dalla fondina. Se continui sarai tu a non poter più camminare. Ma alla fine io sono pacifista, le provocazioni le lascio ai programmi di Maria de Filippi..decido di deporre le armi e faccio per andarmene, dopo aver giocato con mio figlio. Le due ragazze mi fanno: “Andiamo via insieme, facciamo la stessa strada” Dico, OK, girl. Continuano a parlare la loro lingua, ci guardano e ridono. Dopo 10 passi incontro la mia vicina di casa, un minuto di conversazione, poi mi giro. Sparite. Non un ciao. Faccio replay, e vedo lei, incinta di 8 mesi che corre dietro l’autobus mentre piove…io le sfreccio accanto con la macchina..le faccio ciao ciao con la manina…ma poi penso a Bob Marley..a Jhon Lennon..imagine all the people living life in peace..you may say j’m a dreamer..ma io sono per la collaborazione..la vita per noi donne è già abbastanza dura, sali pure in macchina, ti accompagno io. Ma per favore…rimetti la linguetta alla bomba a mano.
Carissima Serena, non è una novità purtroppo. Molte donne sono competitive; quando diventano mamme fanno del figlio un ulteriore elemento di competitività. E allora poveri bambini! Dici bene tu: basta pensare a Bob Marley, John Lennon, peace and love…e lasciarle cuocere nel loro brodo, tanta competizione nasce da un rapporto forse poco sereno con se stesse…
Sono daccordo con quello che dici, però mi rendo conto che L’ANSIA DA PERFEZIONE ci sta logorando….possibile che non riusciamo mai a collaborare , proprio quando ne avremmo più bisogno???La maternità non è uno scherzo, ma così diventa una gara di sopravvivenza..